#1.1
Posted Sunday, November 8th, 2009 at 1:22AM.

Stasera rimango fuori.

Non mi interessa cosa diranno a casa, tanto non lo sapranno. Sono sfatto morto. Non stanco. Non sento niente se non due gambe di piombo e un ventre d’acciaio che mi soffoca. Fame chimica o un maledetto groviglio mentale? So solo che non vomito e vorrei. Ma non va giù nulla. Quando non c’è fumo finisce sempre così, qualunque cosa trovo, me la ficco in bocca. Fino a esplodere. So che andando avanti così mi faccio fuori, ma non posso farne a meno. Vorrei avere dietro sempre un po’ di roba, vorrei tenermi sempre la pancia vuota. Essere normale. Non importa. Stanotte starò fuori. Tutta la notte, anche se fa freddo.

Camminerò, andrò in giro. Fino a non sentire più nulla. Fino a non capire più nulla. Voglio rimuovere, non ne posso più di subirmi i postumi. Appena sto meglio subito ricado. Non voglio. Fumare? Magari, magari. Fossi in balla con quello, sarei al settimo cielo. Ma andare in balla con la roba da mangiare è malattia. Bulimico? Ma vaffanculo! Cazzo, date a un bulimico la mia vita e si spara! Perchè cazzo non ne vengo fuori? Porcatroiaporcatroiaporcatroia. Intanto mi rovino. Fanculo a me. Che cazzo vai in palestra poi? Mi vergognerò per giorni, finchè questo bulbo non si sgonfia. Mi pulsa come un cuore in cancrena, un organo gonfio che deve suppurare.

Stanotte cammino. Non ho nessuno a casa. Nessuno che mi aspetta. Mia sorella è via, Ossido è andato. L’appartamento è vuoto. I miei sono lontani, l’università può aspettare. E’ sabato e c’è una Domenica, e poi anche altri giorni per stare meglio. Fingerò l’influenza, come al solito. Mia sorella non fa domande, così va bene. Adesso me ne vado, per la periferia. L’ipod a manetta, così cancello il resto, che diventa un’immagine scoordinata rispetto alla colonna sonora a base di Kidneythieves che si spande nelle orecchie e abbatte i muri del cervello fino a farlo andare in corto definitivo.

Ecco che la notte diventa un romanzo estetico. Le linee, le luci, le scie. Quante fotografie! Prendere quel lampione, il riflesso nella vetrina della macelleria chiusa, il gioco con il bagliore dell’insegna rossa, grondante di sangue al neon. Estasi. Come il denso e tiepido deglutire ingoiando Nutella. Settecentocinquanta grammi di estasi ad una manciata di euro. Ah, estasi. Io estetico in un mondo di solo piacere. Stanotte non torno. Resto nel mio mondo muto che suona come dico io. Domani sarò una merda. Il letto mi accoglierà e da lì non mi alzerò. Fino a quando Vergogna non sarà sparita dal mio cuore. E’ il prezzo da pagare per l’ispirazione? Probabile. Se devo essere artista, devo essere afflitto da un tormento. Però se fosse droga sarebbe meglio. Vera droga, intendo. Non cibo. e’ come se vivessi in un mondo dove sei costretto a cibarti di cocaina, a bere eroina e respirare marijuana. Come puoi andare avanti così?

Muori.

Vorrei, di quando in quando.

Vorrei.

Ma non riesco. Non riesco nemmeno a cambiare. Datemi del fumo, almeno mi drogo sul serio. Giocare a fare il depresso con il cibo è diventato qualcosa più grande di me, che da scemenza si è fatto mostro. Ora sono preso in un circolo vizioso. Ma cazzo, potevo farmi prendere da un circolo più di stile, proprio da questo? Cosa dici in giro? Sì, mi drogo…di cibo? Bella merda. Ma sono così dipendente ora…Cazzo, non me ne libero proprio. Fanculo. A me e a tutti. Liberatemi, vi prego.

Datemi qualsiasi cosa, ma fatemi tornare normale.

#1
Posted Monday, November 2nd, 2009 at 3:48PM.

Un dolce, soffice, inverno. Semplicemente freddo. Un gelo lento che ti cade dentro sospeso come polvere. Poi si posa. E sei immobile, steso. Il soffitto è sempre uguale, e il tempo scompare. Ancora una volta ci sei caduto. Di nuovo sei sul fondo. E ora devi ripartire, ancora, ancora, ancora. Piove, fuori. Alzati.

Sono qui, vicino a te. Ti vedo, dall’altra parte di un vetro, tu e tutti gli altri, normali. Vivere, lo vorrei tanto, ma siete lontani, non riesco a toccarvi e resto nella mia cella senza pareti. Sterminata eppure infinitamente piccola. Giro in tondo. In tondo. Non mi sono mai mosso, non mi sono più mosso da quando sono arrivato qui. Potremmo tornare indietro? Per favore, potremmo ricominciare? Cancellare questi anni e riprendere dove ci eravamo lasciati? Sembra trascorsa un’eternità. Un tempo buio e senza nome si stende dietro di me, attorno a me. Domani cosa ci sara se non lo stesso orribile entropico nulla di oggi, di ogni momento? L’inferno mi abbraccia caldo e nero, sa di piombo come questo maledetto cielo di Novembre che piange valanghe di pioggia leggera, che rallenta, sfibrata, incapace di precipitare. Tutto si tramuta in nebbia, a mezz’aria. La normalità sembra soltanto un sogno sereno, che sono incapace di fare. Quando mi addormento, vorrei non svegliarmi più, per non dover tornare di fronte ai miei problemi, per non essere ancora schiavo. Non voglio più soffrire.

http://www.simonesantilli.net
Posted Sunday, November 1st, 2009 at 7:13PM.

(via thoughtsbox)

pensa scappa ma non fa non si gira
come niente
ricade sempre nello stesso piccolo stupido incubo un lento logorio rode il mio cielo aiuto
precipito
nel nulla della volontà dove le prigioni invisibili sono in me
eccomi in potere di cose innocue per tutti
per me mortali.

Simone Santilli
Portfolio on Zonezero.com
Posted Tuesday, October 20th, 2009 at 2:42PM.
Orchestrazione 17 Krisis
Posted Saturday, October 17th, 2009 at 10:30PM.
Prato: crisi, fotografia e umanità [Prato: crisis, photography, humanity] Episode_01
Posted Saturday, October 17th, 2009 at 10:30PM.
Anticipazioni per Montedomini [news about Montedomini]
Posted Friday, October 16th, 2009 at 4:58PM.

Su questa pagina potete trovare un’anticipazione della mostra che si terrà a Firenze in Gennaio, dove saranno esposte le fotografie realizzate durante il workshop di Ottobre con il fotografo…

Scivolo nero,
d’inchiostro una lacrima
s’un viso di perla.

Simone Santilli

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